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Carnevale lungarno, Ajmona mascherata da Elisabetta prima D'Inghilterra





Borgo San Lorenzo, Ajmona mascherata da Caterina Dè Medici


Altre foto di famiglia

Testi e foto di proprietà della famiglia Corrado, diffidiamo chiunque dal diffonderli su altri siti, tv, carta stampata o su qualsiasi altro mezzo di comunicazione senza la nostra autorizzazione firmata.





Ajmona alla festa di carnevale dell'oggi attore Lorenzo Ciompi(Lorenzo in primo piano mascherato da torero)


Borgo San Lorenzo, Ajmona con Anna Maria Marena





Festa di carnevale di Lorenzo Ciompi





Festa di Ajmona a carnevale con tutte le compagne di scuola del Poggio Imperiale




Festa di compleanno di Ajmona, con i signori Vanni, i signori Biso, Luciano, Rolando, Graziella, Emilio Longo ed i signori Riondino








Ajmona e Luciano insieme a Franco Biso, il figlio ed il papà di Davide Riondino








Firenze, Poggio Imperiale: Monsignor Livi che segue la recita di Natale assieme a tutti genitori




Firenze, Poggio Imperiale, Ajmona con le compagne di scuola







Villa di Mezzomonte Prima Comunione di Ajmona con i signori Beretta Anguissola, i signori Biso, il Professor Giovan Battista Martini, Don Fiorini, i signori Ferri, i signori Cambi, i signori Terreni, la figlia del professor Sicuteri, la figlia del Professor Nuzaci, la figlia dell'ambasciatore Basadur e tutte le compagne di scuola del Poggio Imperiale




Ajmona premiata da Lello Bersani per le sue poesie








V. Ajmona all'istituto Maria Beata Mattias di Firenze










Di penna si perisce

Noi non ci vergogniamo dei nostri nomi sono certi giornalisti e certi inquirenti che si devono vergognare!!!!

Fiorenza Sarzanini
 

Quando Fiorenza Sarzanini scrisse un articolo terribile sulla mia famiglia ed anche su mia nipote riguardanti la sua infanzia, mia sorella Graziella telefonò alla giornalista  e in lacrime le chiese: “perché signora ha scritto queste cose terribili su di noi, mia nipote è in camera che sta piangendo disperata“ la giornalista anziché scusarsi disse con arroganza: ”sua nipote sta piangendo per  quello che gli avete fatto vedere voi da bambina! Non mi disturbi più se no la  denuncio”. E' incredibile... noi la disturbavamo?! Lei voleva denunciare noi?! L'abbiamo denunciata ed hanno archiviato tutto. Strano no... aveva scritto di tutto e di più, diffamazioni inequivocabili, micidiali per la vita di qualsiasi persona, professionista, famiglia, azienda. E' giusto che sia stato tutto archiviato? E perché? Il dramma sul dramma: questa donna non solo aveva scritto un' articolo terribile, inventato di sana pianta massacrando tutti i componenti della  famiglia ma anche addirittura  ignorando completamente  la Carta di Treviso che  tutela i minori e che ogni giornalista sarebbe tenuto a rispettare  scrupolosamente. Questa donna   non si degnò neanche di chiedere scusa o di  accettare un dialogo per capire ma solo di aggredire mia sorella. Cara signora Sarzanini, mia nipote ha pianto tanto per quanto lei ha scritto e  poi detto telefonicamente, ancora oggi piange per  avere addosso l'etichetta  che lei e alcuni suoi colleghi, le  hanno  attaccato scrivendo menzogne sui  giornali.  Ha  tirato in ballo menzogne gravissime, inimmaginabili, impensabili su V. Ajmona, di quando era minorenne, una bambina di 3- 4 anni, l'ha denigrata  senza  alcun rispetto, non pensando che dietro quell'articolo c'era una ragazza di  diciotto anni piena di valori   e di entusiasmo per la vita, non pensando  minimamente che avrebbe potuto essere danneggiata gravemente per sempre. Perché  tanto accanimento contro una nonna, una mamma ed una ragazza?  Mia nipote era una bambina meravigliosa, vivace che amava ed ama tutt'ora i  fiori, gli animali e le vallate di Poggio ai Grilli, come si può denigrare ed  infangare persino un bimbo? Lo stato italiano non ci ha dato Giustizia per tutto il male che ci è stato  fatto tramite il suo terribile articolo perché la causa purtroppo è stata archiviata, comunque sappia che  nella giustizia divina noi ci crediamo e ci  contiamo davvero. Il male fatto è per sempre, ma  se un giorno volesse ammettere il suo errore e  chiedere scusa a mia nipote ed a tutta la famiglia sappia che saremo sempre  pronti a perdonarla.

V. Ajmona e Luciano - un nonno ed una nipote vittime della mala stampa e della malagiustizia

 

Aldo Cazzullo
 

Cari lettori sappiate che questo giornalista noto -spesso ospite in  trasmissioni televisive-  non solo si è inventato di sana pianta cose terribili   sulla nostra famiglia  ma anche  il suicidio di mio cognato Luciano! Il  Cazzullo ci ha affibbiato una scena   da film horror, agghiacciante in delle  circostanze così brutte che non ho neanche il coraggio di riportare. Perché non  avere rispetto per i poveri morti? Perché calunniare anche loro infangando la   memoria?  Cari lettori sappiate che quest'uomo ha fatto questo. Siamo sicuri che avrebbe  osato inventare tanto se si fosse trattato del famoso presentatore scomparso,  del famoso attore, scrittore, statista scomparso? E' facile infierire su  famiglie inermi. Luciano era un uomo pieno di amore per la vita ed esprimeva spesso la   speranza  di voler arrivare a cento anni, ma soprattutto un uomo di grande fede  cristiana sapeva che  il suicidio è un peccato mortale e non avrebbe mai  commesso un gesto simile, ogni sera pregava la Madonnina per  tutti i suoi  cari, specialmente per il primo figlio Ajmone che aveva perso a soli sei anni  per un errore medico. Ogni Domenica  si recava alla Messa, oggi prega per noi  da lassù e ci ha dato  tante prove di esserci sempre vicino. Era un nonno pieno di amore per la sua famiglia, il tempo libero lo passava  con V. Ajmona giocando con lei, portandole sempre per il compleanno e la festa  della donna grandi mazzi di fiori e regali,  insegnandole a cucinare,  regalandole dolcini, aiutandola a fare i compiti   e raccontandole ogni sera  davanti al camino delle splendide fiabe che inventava lui.  Era un uomo pieno  di valori morali che lavorava tanto, coltissimo: aveva conseguito la maturità  classica, allievo prediletto di Paolo Emilio Taviani,  parlava perfettamente  greco antico, latino, inglese e francese, appassionato  e grande conoscitore di  storia, filosofia, arte,  musica classica e lirica. Fondatore  ed editore de “  Il Tricolore” rivista storica apolitica, sì, e stato anche un giornalista, ma  non come  Cazzullo.  Luciano Corrado era un Uomo con la U maiuscola, un gentiluomo, aiutava  chiunque fosse in difficoltà, non avrebbe mai causato la rovina di una famiglia  e non avrebbe calunniato un defunto.  Signor Cazzullo, prima di inventarsi di sana pianta menzogne sulla nostra  famiglia e su Luciano Corrado venga a leggere, anzi, a studiare, ciò che lui  scriveva perché ha molto da imparare, sia come giornalista che come uomo.  



Purtroppo di giornalisti che ci hanno diffamato ce ne sono stati diversi, non solo questi di cui vi abbiamo parlato e di cui vi parliamo nella pagina successiva, anche se il fatto di essere stati in tanti certamente non li alleggerisce dalle loro gravi colpe. Siamo stati vittima di tanti che magari hanno l'attestato di “giornalista professionista” ma che di professionale in realtà non hanno proprio nulla, si sono divertiti copiandosi l'uno con l'altro ad inventarsi di sana pianta calunnie fantascientifiche, hanno giocato a palla con la nostra vita ed i nostri nomi. NON SI PUO' SCHERZARE CON LA VITA DI UNA FAMIGLIA !!!! Magari sentendosi sicuri perché “tanto l'avvocato lo paga l'editore, perché tanto non sono potenti ma inermi, perché tanto devono pagare il mutuo, hanno il cancro e non avranno il tempo ed il modo di difendersi come si deve, ce ne possiamo approfittare ”.

Se ci fosse qualche vero giornalista che volesse raccontare la verità e fare rettifiche, su tutte le menzogne che sono state dette può contattarci, saremo lieti di raccontargli la nostra storia, il nostro caso di mala stampa e malagiustizia.

FACCIAMO UN APPELLO A TUTTI I GIORNALISTI: NON FATE DEL MALE, SEGUITE CIO' CHE PREVEDE LA DEONTOLOGIA PROFESSIONALE, SCRIVETE SOLO LA VERITA' E NON LE CALUNNIE, NON DIFFAMATE I BAMBINI E LA MEMORIA DEI DEFUNTI, NON INFLIGGETE CERTI TIPI DI TORTURE PSICOLOGICHE! L'OPINIONE PUBBLICA CREDE A CIO' CHE VOI SCRIVETE, A CIO' CHE VOI DITE! NON ROVINATE PIU' NESSUNO COME AVETE ROVINATO LA NOSTRA FAMIGLIA.

COME GIA' DETTO NOI NON CI VERGOGNAMO ASSOLUTAMENTE DEI NOSTRI NOMI E DEL NOME DELLA NOSTRA AZIENDA, MA E' DURA OGNI GIORNO ESSERE COSTRETTI A CERCARE DI TENERLI NASCOSTI PERCHE' MAGARI SE UN DOTTORE CI RICONOSCE NON CI CURA PIU' BENE, SE UN CLIENTE LO VIENE A SAPERE NON CI PAGA PIU' IL CONTO, SE UN EDITORE LO VIENE A SAPERE NON CI VUOL PIU' PUBBLICARE IL LIBRO, CI AVETE IMPRIGIONATO IN SBARRE INVISIBILI. CHIEDIAMO GIUSTIZIA PER LA MALA STAMPA E LA MALAGIUSTIZIA DI CUI SIAMO STATI VITTIMA!!!!




TORTURE PSICHICHE SU TORTURE PSICHICHE DI GENTE CHE SE NE VUOLE APPROFITTARE O CHE HA PAURA, LA NOSTRA CROCE NON FINISCE ECCO IL LAVAGGIO DEL CERVELLO CHE I GIORNALISTI HANNO FATTO!!! Ogni volta che ci asciughiamo le lacrime e cerchiamo di guardare avanti, pensiamo che dopotutto fuori c'è il sole e che la vita può essere bella poi arriva sempre qualcuno che ci ricorda.... potremmo andare avanti per ore, a raccontare i casi discriminazione. Qui ne citiamo solo alcuni:“ IL CONTO NON LO PAGHIAMO, FATEVELO PAGARE DA PACCIANI AHH AHH, SIETE SOLO DEI PREGIUDICATI, è Già MOLTO CHE CI SIAMO VENUTI A SPOSARE QUI, VI S'è FATTO UN FAVORE, IL CONTRATTO STABILITO? METTETEVELO NEL CULO! CI DENUNCIATE? NOI VI SI DENUNCIA, LO SANNO TUTTI CHE GENTACCIA SIETE, C'ERA SCRITTO SU TUTTI I GIIORNALI, S'ERA SOLO NOI GLI UNICI BISCHERI A NON SAPERLO, SE S'ERA SAPUTO PRIMA COL CAZZO CHE SI PRENOTAVA!” ecco le parole che spesso ci vengono inferte da clienti che a volte tentano di picchiarci!!! Dopo aver faticato tanto ad organizzare un banchetto nuziale, con tanta fatica, perché il lavoro anche se lo facciamo con passione è sempre una cosa dura, alle due, le tre di notte anziché riscuotere tranquillamente si può essere trattati così?!!! E riscuotere quello che ci è dovuto solo con l'aiuto dell'avvocato dopo mesi e mesi?!

LA PRESSIONE A LEI NON GLIELA MISURO, VUOLE CHE NON L'ABBIA RICONOSCIUTA, LEI STAVA TUTTI I GIORNI SUI GIORNALI, VADA VIA” ci è stato più volte detto da un medico di guardia”

LA SUONERIA DEL SUO TELEFONINO MI FA PAURA è INQUIETANTE” ma se è una suoneria standard della Tre che hanno tantissime persone, perché se è sul nostro telefonino deve essere inquietante????!!!!!

AHH SE SAPEVO CHE ERA QUESTA NON VENIVO!”( con tono sprezzante) reazione di una commessa della Metro che ci eravamo fatti chiamare dal box per sapere dei prezzi

A RIPARARE LA SERRATURA Sì VENGO VOLENTIERI ANCHE STASERA, MA DOVE SIETE?.... AHH, HO CAPITO.

SENTA CHIAMI UN 'ALTRO, IO SON TROPPO IMPEGNATO, NO NEACHE LA PROSSIMA SETTIMANA, NEANCHE FRA UN MESE”. Ecco le parole di fabbri, elettricisti e tecnici vari che sono sempre disponibili per fare un lavoro ma quando sanno chi siamo e il nostro indirizzo preferiscono perdere il lavoro che venire a casa nostra e allora un tecnico che voglia servirci a volte lo dobbiamo far venire da Empoli, da Firenze, pagandogli le spese. La nostra è tutta una vita in salita!

E i clienti che rinunciano a venire a sposarsi qui sono anche loro vittime inconsapevoli, perché plagiati da menzogne rinunciano a quella che era la villa dei loro sogni per le nozze, ed i tecnici che perdono il lavoro anch'essi sono vittime, a volte anche persone che avevano tanto bisogno di lavorare dopo essere state a prendere un caffè in paese sono tornate a prendere la cassetta degli attrezzi per scappare via terrorizzate.

Abbiamo parlato con i parenti di molti “finti mostri di Firenze” -e sono parecchi- che sono stati coinvolti ingiustamente ed anche loro poveretti hanno subito e subiscono il nostro stesso tipo di discriminazioni, mal curati dai dottori e dalla società! Comunque chi è pensionato o non ha un'attività aperta al pubblico è meno soggetto ad essere continuamente insultato, etichettato, stigmatizzato, schernito, picchiato, perseguitato.

Per dare un senso ai nostri tristi cambiamenti di nome abbiamo dovuto adottare la tecnica della mimetizzazione, come i soldati quando sono sul campo di guerra e cioè ”io non esisto” confonderci con l'erba, di modo che concorrenti e facinorosi, non potessero più perseguitarci su Internet ed anche noi si potesse beneficiare del diritto all'oblio, come tutte le vittime, cercando di non dare nell'occhio e che tutti i malvagi così si dimenticassero di noi:con dei copertoni verdi e dare in beneficenza ai poveri orsi di Animal Asia Foundation gli spazi dei nostri cartelli pubblicitari di cui andavamo fieri, avevamo scelto le foto con grande passione, anche dopo aver coperto i cartelli con grande fatica siamo stati costretti dai contratti a continuare a pagare a vuoto, dico a vuoto, addirittura 3000 euro l'anno a cartellone, e questa è un'ennesima aberrazione, una tortura psicologica devastante per noi, frutto di tutto questo delirio, di questa società incivile, immorale, dove nessuno si è voluto assumere spontaneamente - nemmeno sollecitato- le colpe di ciò che ci è stato fatto. Alla fine per ridurre gli episodi di discriminazione e di rabbie -che ovviamente ci prendiamo ogni volta che veniamo trattati così- abbiamo dovuto prendere una drastica decisione.

Noi vogliamo solo la normalità! Non ce la facciamo più!!

I veri mostri sono coloro che riducono la gente a vivere così!!!

Vi diciamo che non sappiamo chi sia il vero Mostro di Firenze, però con certezza noi possiamo dire di averne conosciuti tanti, che magari non hanno ucciso le coppiette, ma sono ugualmente mostri perché ci hanno fatto tanto male.


Noi non siamo della massoneria, non abbiamo amici potenti, non dipendiamo da nessuno, siamo una famiglia normale. Alcuni proprietari di ville o di ristoranti molto potenti che forse non hanno a che fare con il mostro di Firenze, ma nascondono comunque molti panni sporchi nelle loro famiglie, e parlano male di noi solo per invidia, sono riusciti a bloccare un linciaggio mediatico simile al nostro grazie alle loro conoscenze e ci è stato detto che qualsiasi tentativo da parte degli inquirenti o della stampa è stato sempre bloccato. I veri potenti non sono quelli diffamati come noi, sono quelli di cui forse si parla troppo bene! E molti sposi ignari cadono in trappola, magari convinti di aver fatto bene a scegliere loro anziché noi e non sanno cosa VERAMENTE è accaduto in certi luoghi e chi sono VERAMENTE certe persone. E nemmeno noi lo sapevamo tant'è vero che ci avvalemmo di alcuni luoghi per alcuni ricevimenti che sarebbe stato molto meglio evitare.






Questa foto è stata scattata in prossimità dell'abitazione di un giornalista che ci ha tanto calunniato, siamo convinti che la scritta sul muro non sia stata scritta proprio lì a caso, probabilmente l'ha scritta qualcuno che è stato vittima della penna di costui o che sa che costui ha l'attitudine a scrivere calunnie.


  FINALMENTE!>>>